lunedì 15 aprile 2013

#Milano2013 riflessioni (1)

Come anticipato nel precedente post eccomi qui a parlare della mia esperienza al Salone internazionale del Mobile di Milano.
Stand Very Wood
Gli anni scorsi per me il salone del mobile era Valencia, con Habitat, un evento molto creativo, ma nemmeno lontanamente paragonabile a Milano! non mi aspettavo proprio una fiera così grande e completa, per non dire complessa! Per fortuna il mio "battesimo" è avvenuto con qualcuno che mi teneva per mano: Raniero ed Emanuela, che da una vita sono nel mondo del Mobile con il loro negozio di Vigonovo (VE): Ferraresso Arredamenti; grazie a loro ho potuto godere di una guida con un punto di vista diverso da quello che ho sempre avuto io, nelle mie "gite" con amici architetti aValencia!
Quest'anno l'occhio cercava nuove tendenze ma anche utilità e qualità dal punto di vista di chi, i mobili, li monta, li trasporta, li vende e tocca giorno per giorno. Mi sono proprio divertita e gli scambi di riflessioni che ci sono stati tra di noi, si sono rivelati interessanti spunti per i miei prossimi articoli, che non solo tratteranno delle case produttrici che più mi sono piaciute, ma anche di come si evolve lo spirito con cui si arreda una casa, Quali sono gli elementi che caratterizzano l'"habitat" umano al giorno d'oggi e come si sono evoluti negli ultimi anni.

Ecco quindi la prima riflessione che purtroppo riguarda l'attuale situazione economica generale:

c'è crisi!

Lungi dal voler deprimere gli operatori del settore, che mi sono sembrati al contrario agguerriti e vogliosi di uscire vincenti da questa lamentabile situazione (una nota positiva per #Milano2013!), mi voglio soffermare invece sull'atteggiamento di chi oggi si vuole sistemare in un a casa nuova...
La vita attuale è all'insegna del precariato, io stessa ho dovuto lasciare quella che credevo sarebbe stata la mia città per sempre (proprio Valencia!) per trasferirmi in un mini, che chissà quanto durerà... Oggi chi entra in una casa nuova deve spesso fare i conti con i pochi soldi per arredarla, con la incertezza del futuro e con l'idea che magari il prossimo lavoro non sarà nemmeno in Italia...
È tutto provvisorio! E allora con che criterio investire in mobili ed immobili? È giusto comprare l'arredamento su misura che costa migliaia di euro per poi sapere di doverlo lasciare lí, consapevoli che nella futura sistemazione le dimensioni saranno diverse? Allora ci affidiamo alla santa IKEA che peró rischia di distruggersi in fase di trasloco?
Secondo me la soluzione ideale sarà sempre di più affidarsi al prodotto base ottimo, per esempio il letto, la cucina, il tavolo da pranzo, il divano.
 
Letto Battistella, linea Nido


...e risparmiare di più sugli accessori: pouf, cuscini, piccoli mobili, comodini... 
 
Tavolini Calligaris...
 
Appendiabiti di Muuto

Siete d'accordo? Avanti con le vostre riflessioni!
Intanto io preparo le fotografie e pian pianino le pubblico nei prossimi post...
Momento di relax allo stand di Battistella...
P.S. tutte le foto sono state realizzate con la mia squallida macchinetta da battaglia... ^_^

1 commento:

  1. Ottimo spunto di riflessione... è proprio vero:il precariato influenza anche il nostro modo di vivere la casa. Io sto per trasferirmi temporaneamente all'estero e (purtroppo) dovrò adattarmi a convivere con i mobili già presenti nel mio nuovo nido, però ho intenzione di personalizzare gli ambienti con l'uso del colore, di tessuti fantasia, stampe e disegni. A volte un tocco di colore fa miracoli!

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E tu che ne pensi? mi interessa la tua opinione!

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