giovedì 8 maggio 2014

Non esageriamo! Quando l'Home staging è un po' troppo...

Adoro allestire case, soprattutto se questo significa dare loro l'aspetto migliore per aiutare il potenziale cliente ad immaginare la sua propria casa... Guardare il lavoro svolto e pensare: qui ci starei proprio bene!
Il pericolo è sempre quello di lasciarci trasportare troppo dalla passione dell'ARREDARE e DECORARE e di trasformare gli ambienti in luoghi esagerati, provocando l'effetto contrario a quello desiderato, o stare eccessivamente attenti a non superare quella linea sottile, creando ambienti asettici e poco interessanti.

Dobbiamo ambire
all'effetto wow!
via Luca Santuari
Ci ho riflettuto leggendo questo articolo che riporta 6 caratteristiche dell'Home staging, che possono risultare fastidiose al cliente finale.
Li analizzo soprattutto per me, perché ripassare le vere motivazioni per cui un Home Stager compie certe azioni è importante, per non dimenticarsi mai che non si tratta di semplice decorazione o di un allestimento superficiale, ma di un'azione di marketing mirata e quindi dev'essere sempre perfetta!

  1. Ambiente troppo impersonale, come una camera d'albergo. Effettivamente io in un Albergo non ci vivrei, ma quando vedo case ben allestite la sensazione di "mi sento a casa" è così rasserenante... ed è proprio quella che vogliamo ottenere! Lo dico sempre: ogni casa ha la sua personalità: tiriamola fuori con piccoli tocchi!
    Per essere ordinata, è ordinata, ma ammettiamolo: così spoglia e impersonale non ci sucita emozioni...
  2. Odori eccessivi: sembrerà strano ma (purtroppo per gli home stagers) apprezzare un dato tipo di profumo non è cosa universale. Ci sono nasi molto sensibili e odori considerati universalmente "buoni" che invece possono sucitare ricordi meno gradevoli al visitatore. Un esempio? il TALCO è consigliato da consulenti esperti, come profumo per attirare clienti nei negozi: ci ricorda l'infanzia, il bebè, la pulizia... parlandone con una cliente mi ha detto che le ricorda un ambiente anziano e poco gradevole, per l'uso eccessivo che ne aveva fatto la nonna anni prima. - Conclusioni: stiamo attenti!
  3. La stessa cosa succede con la musica: non possiamo sapere quali emozioni possiamo suscitare scegliendo un dato brano musicale. Con questo non voglio dire che le melodie sono off limits, ma che la scelta è un tema molto delicato e che fra i rischi c'è quello di far sentire il cliente manipolato (cit.).
    Nel film ZOOLANDER la musica sceta dal DJ era ciò che scatenava la furia omicida del protagonista...
  4. L'uso di mobili vecchi e brutti. È forse il problema più grosso riscontrato dagli home stagers. È legato al budget disponibile dei popietari dell'appartamento, che si portano via i mobili nuovi e belli e ne lasciano di brutti e spesso inguardabili. Saremo in grado di renderli bellissimi e adatti all'allestimento o avremo il coraggio di dire ai proprietari che tali oggetti non sono adatti all'home staging?
    via Belinda Davidson
  5. Le riparazioni sbagliate. L'Home staging è sempre un investimento da parte del venditore: non dimentichiamolo mai! Stiamo attenti a come impieghiamo le risorse del nostro cliente perché ogni azione ha come obiettivo la vendita o l'affitto della casa!
  6. Decluttering superficiale. Togliere gli oggetti in eccesso non vuol dire nasconderli, ma eliminarli del tutto! la classica "polvere ammucchiata sotto il tappeto" verrà subito scoperta, così come gli "armadi esplosivi...."
La conclusione a tutta questa riflessione?
L'Home Staging
non è così facile
come sembra
Il professionista stesso deve ricordarsi ogni volta qual è il suo obiettivo ultimo e quali sono le conseguenze di ogni azione, di ogni oggetto collocato, spostato o tolto, quasi un lavoro da chirurgo... e qui magari essagero pure io!
Voi cosa ne pensate?

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